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Notizie

Hier erhalten Sie Informationen Ereignisse rund um das Thema Grundeinkommen (Wirtschafts- und Sozialpolitik in der Schweiz und im Ausland, öffentliche Stellungnahmen, Vorträge, Veranstaltungen usw.)

Un progetto pilota del RBI a Losanna!

Panorama de Lausanne

« Si è già sentita l’inevitabile obiezione “Ogni lavoro merita un salario, ma ogni salario merita un lavoro” . La proposta di un laboratorio losannese di prova sul RBI è comunque riuscita a farsi strada. L’idea: “studiare l'effetto che un reddito di base avrebbe su un campione di popolazione che già riceve denaro dallo Stato”, ha spiegato Léonore Porchet. Lo scopo era di “vedere quali sono le condizioni che sostengono, o al contrario scoraggiano, gli sforzi delle persone che beneficiano di aiuti sociali nella loro ricerca di attività remunerata », ha proseguito.

Il consiglio comunale di Losanna ha accettato la proposta del nostro amico e collega militante, il consigliere comunale Laurent Rebeaud, verde vodese. La Municipalità dovrà inserire un progetto-pilota di testare il reddito di base incondizionato (RBI). Léonore Porchet, presidente dei Verdi losannesi, ha brillantemente difeso la proposta davanti al consiglio comunale ed è riuscita a far sentire la sua voce. La sperimentazione è prevista su un campione di persone che già ricevono le prestazioni sociali. Esperienze analoghe sono d'altronde previste anche altrove nel mondo, come in Olanda o in Finlandia.

RTS TV : il dibattito Infrarouge sull'iniziativa RBI

Dibattito Infrarouge

Lisa Mazzone, consigliera nazionale Les Verts/GE ;Sergio Rossi, professore di macroeconomia UniFR; Ralph Kundig, presidente dell'associazione BIEN-CH e coordinatore romando per l'iniziativa hanno difeso l'iniziativa davanti a Ivan Slatkine, presidente della federazione delle imprese romande e anziano deputato PLR ; Raymond Clottu, consigliere nazionale UDC/NE e infine Stéphane Garelli, professore all'IMD e all'Università di Losanna. Siamo molto fiere/i dei nostri difensori del RBI che hanno fatto un lavoro eccellente nell'esporre i vantaggi del RBI e il sì all'iniziativa federale, malgrado il fuoco incrociato dei rappresentanti della destra conservatrice…

Guardate il video sul sito della RTS (FR) [+]

Robert Reich : senza reddito di base non si andrà avanti

L’economista ed ex-ministro del lavoro Robert Reich è favorevole all'iniziativa svizzera, che considera vincente e quello che deve fare con robot.

Robert Reich
Le probabilità di ascensione sociale è dimezzato – Robert Reich (16 gennaio 2014).

Michael Soukup intervista Robert Reich

Lei è un illustre sostenitore del reddito di base, su cui la Svizzera voterà a Giugno. Perché ?

Presto o tardi, il reddito di base sarà una necessità, semplicemente perché non abbiamo alternative. Sempre di più, il progresso tecnico fa sparire i migliori posti di lavoro. L'economista inglese John Maynard Keynes disse nel 1928 che, grazie al progresso tecnico, nel 2028 nessuno sarebbe stato più costretto a lavorare per garantirsi da vivere.

Ma non lavoriamo più che mai, invece ? [+]

Online campaigner (50-60%)

Online campaigner

La Suisse est le premier pays à voter sur l’instauration d’un revenu de base inconditionnel en juin 2016. L’initiative populaire propose de garantir inconditionnellement la part de revenu nécessaire pour permettre une vie digne. 

Nous cherchons du renfort pour la campagne de la votation : travaille dans une jeune équipe et aide-nous à développer des stratégies de campagne, des actions médiatisées, une communauté. Tu contribueras ainsi à permettre au revenu de base de devenir une réalité en Suisse et dans le monde entier

Nous cherchons dès maintenant un/e online campaigner (50-60%).
Ça t'intéresse ? Alors, inscris-toi vite sur
notre formulaire smiley
[+]

Siamo già nel 2016 ?

Termine:

Il presidente di SwissICT, Thomas Flatt , sostiene il reddito di base incondizionato (per cui si voterà il 5 giugno):

Thomas Flatt
Thomas Flatt
Presidente di swissICT, imprenditore, consulente e membro del consiglio di amministrazione.

Ormai siamo definitivamente atterrati nel mondo reale. Facciamo parte dell'establishment. Non solo i nostri rappresentanti si fanno improvvisamente eleggere nei Parlamenti nazionali, ma eravamo anche a Davos 2016, dove il tema centrale era quello che abbiamo inventato e dobbiamo ancora inventare. Come sempre, le cattive notizie si vendono meglio delle buone. È il motivo dell’annuncio che nei prossimi anni, nei paesi industrializzati spariranno cinque milioni di posti di lavoro. Queste stime in realtà sono troppo prudenti. Secondo altri studi, fino al 50% dei posti di lavoro saranno distrutti nel corso dei prossimi 10 - 20 anni.

I TI creano tuttavia anche posti di lavoro, e persino in grande numero, rispondono i nostri ottimisti con fierezza. Senza dubbio sì, e sarà certamente facile per i tassisti, dipendenti dell'industria e addetti ai call center di riciclarsi come specialisti di robotica e sviluppatori di software. E sarà molto più semplice di oggi la ricerca di un posto di lavoro per un informatico di 50 anni. Ma non lasciamoci intimidire dal pessimismo partigiano di coloro che considerano le realtà di ieri come eterne. Siamo sopravvissuti all'invenzione dell'elettricità, della macchina a vapore, della ferrovia, dell'automobile e a molte altre ancora – sono apparse industrie nuove, e poi sono scomparse, sono stati creati molti posti di lavoro, poi distrutti e sostituiti da altri nuovi. La stessa cosa succederà oggi – o forse no. In ogni caso, a guadagnare saranno coloro che anticipano già oggi la realtà a 5/10 anni e orientano la loro produzione e i loro servizi verso questo mondo futuro. [+]

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